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Psicologia Transgenerazionale

Aggiornamento: 26 ago





Dott.ssa Chiara Gagliano

Psicologa Clinica

Psicoterapeuta ad indirizzo Psicoanalitico (in formazione)

Esperta in Decodifica Biologica Riparatrice (DBR)®

ed Ipnosi Regressiva Riparatrice (IRR)®






“I copioni possono essere fatti risalire fino ai bisnonni[...]. E' risaputo, anzi ormai è quasi proverbiale, quanto grande sia l'influenza che i nonni, vivi o morti, esercitano sui nipoti”. (E.Berne)







La psicogenealogia o psicologia transgenerazionale studia, nello specifico, una condizione attuale più o meno limitante per la propria esistenza, uno stato psichico, uno stato emotivo, un atteggiamento o un comportamento fisico, intellettivo o sessuale, difficile o impossibile da reprimere o da esprimere. Stati interiori e condotte non sempre riferibili, direttamente o indirettamente, a un conflitto personale o interpersonale ma, verosimilmente, riconducibili alle generazioni precedenti iniziando da quella dei genitori.


Il termine psicologia transgenerazionale lascia intendere in modo evidente il concetto di un passaggio di “qualcosa di psichico” attraverso i membri di diverse generazioni familiari.


Il concetto chiave della psicologia transgenerazionale è che l'individuo è un anello di una catena familiare e talvolta si trova a dover fare i conti non solo con contenuti e processi psichici che appartengono alla sua storia personale, ma anche con traumi o segreti che appartengono alle generazioni passate.


Quando parliamo di transgenerazionale, sappiamo già che ci riferiamo alle relazioni e ai vissuti delle generazioni precedenti. L'altro presupposto sul quale si fonda lo studio della psicogenealogia è l'esistenza della lealtà familiare.


Le origini di questa lealtà si rifanno ai legami esistenziali, fra genitori e figli.

Alla nascita, ogni essere umano inizia una relazione irreversibile con i propri genitori, basata in larga parte su affinità biologiche ed ereditarie, e rafforzata dal possesso comune di un lascito di esperienze positive e negative, di attivi e passivi di generazioni passate e di retaggi individuali, oltre che di aspettative e leggi non scritte all'interno dei legami di parentela.


Nel corso delle generazioni questa lealtà fra genitori e figli cresce su un terreno fertile, le cui proprietà e qualità sono costituite dalla fiducia, dai meriti e dall'equità, accumulatesi nel corso del tempo. Essa è alla base di ogni rapporto umano.


All'interno di qualunque famiglia infatti, possono essere individuati dei “legami” che circolano sincronicamente e diacronicamente tra i membri del gruppo. Tali legami sono talvolta più evidenti talvolta più nascosti ma non per questo meno potenti dei primi.


Lo spostamento verso la dimensione del transgenerazionale permette di indagare la presenza di questi legami e il modo in cui essi bloccano la vita psichica del paziente.


Una descrizione significativa di questo tipo di fenomeno è data da Abraham e Török nel loro lavoro del 1978, quando introducono il concetto di cripta e di fantasma. Scrivono i due autori:

“Il fantasma è il lavoro dell'inconscio, del segreto inconfessabile di un altro (incesto, crimine, nascita illegittima, ecc.”

Più avanti nel testo aggiungono:

“Il fantasma è una formazione dell'inconscio che ha la particolarità di non essere mai stata cosciente [...] e di risultare dal passaggio – la cui modalità deve ancora essere determinata – dall'inconscio di un genitore all'inconscio del figlio.”


Secondo Eric Berne, la storia degli antenati può funzionare da copione che spinge inconsapevolmente l'individuo a seguire durante la sua vita la medesima direzione di essi (anche se non li ha conosciuti direttamente) ovvero una completamente opposta.


L'individuo oggetto di intromissione si trova a soffrire al posto di un altro senza saperlo.


Anche la scena del concepimento può essere intesa come elemento transgenerazionale

che incombe nella vita psichica dell'individuo. Basti pensare al diverso tipo di fantasie inconsce che si scatenano nella mente dei futuri genitori alla notizia di una gravidanza, nel caso in cui questa sia programmata o meno.


Quando nasciamo, riceviamo un’eredità transgenerazionale in virtù dei legami inconsci e delle lealtà che sono stabiliti con altri membri del clan, vivi o morti che siano. Siamo portatori del marchio del clan al quale apparteniamo, fin dall’inizio.


Quell’eredità ricevuta ci porta a intraprendere azioni e sperimentare situazioni spesso non capite perché ignoriamo il fatto che obbediscano a qualcosa di nascosto e profondo che condiziona la nostra vita.


Messaggi inviati dall' inconscio attraverso linguaggi simbolici e metaforici che devono essere decodificati per scoprire quale scopo si trova dietro ripetizioni inconsce, proiezioni e identificazioni.


Qualcosa non è stato risolto, non è stato affrontato, o lo è stato in maniera insufficientemente adeguata al momento della sua comparsa e, come una catena legata all’anima, si trascina attraverso la discendenza in attesa di una sua soluzione, causando problemi diversi, di varia rilevanza, nelle generazioni successive.


Un altro elemento transgenerazionale da non sottovalutare è dato dal nome proprio, e di come questo sia sovente veicolo di aspettative più o meno coscienti che i genitori fanno incombere sulla vita psichica del neonato.


Scrive Berne:

“Non c'è dubbio che in molti casi i nomi di battesimo, i diminutivi, i soprannomi o qualunque altro nome venga dato o inflitto all'innocente neonato, costituiscano una chiara indicazione della strada che i suoi genitori vogliono che lui segua.” (ibid. p. 74).

Poi ci sono i segreti di famiglia, eventi vissuti come vergognosi e disonorevoli, taciuti, conosciuti da pochi e tenuti rigorosamente nascosti ad altri.


Come sostiene Jesùs Casla, scrittore, autore e counselor in Decodifica Biologica Riparatrice®:


"Siamo molto più che la parte visibile, più di quella presenza fisica che si manifesta tangibile e deperibile. Riceviamo e trasportiamo valori e ricordi che ci trascendono e ci condizionano; ma, allo stesso tempo, ci inseriscono in un collettivo che ci dà protezione e identità perché siamo parte di una catena di trasmissione tra coloro che sono e quelli che verranno. Una catena solida e invisibile che ci dà identità e sicurezza; ma che può anche diventare una pesante traccia."


E' importante tenere presente la continuità del clan che si basa su mandati successivi da coloro che vanno a coloro che arrivano.


Un clan liberato è un clan sano in cui ogni membro ha la possibilità di esprimere il proprio potenziale e la propria autonomia.


Se non ne diventeremo coscienti, i nostri figli e poi i figli dei nostri figli, erediteranno divieti e mancate autorizzazioni senza conoscerne il motivo.


La Decodifica Biologica Riparatrice® ci permette di renderci conto di tutto ciò che ci ha condizionato e limitato in maniera inconsapevole nel corso del tempo.

Ci permette di prendere il controllo delle nostre vite per applicare le necessarie modifiche e decisioni. In questo modo saremo liberati da legami transgenerazionali e dissocieremo anche il clan da quei programmi inconsci trasmessi per generazioni.




Ti lascio qualche link utile per approfondire l' argomento


Jesús Casla: Decodifica Bio-Transgenerazionale. Segreti e chiave dell'albero genealogico.


Jesús Casla: La memoria emozionale della vita uterina.



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